La Segreteria Nazionale SUNAS in riferimento al varo della manovra economica

26 settembre 2011

La Segreteria Nazionale SUNAS in riferimento al varo della manovra economica da parte

della Camera e del Senato, avvenuta con il voto di fiducia, esprime il proprio giudizio

negativo sia sui contenuti che sulle modalità di approvazione.

È inaccettabile che a pagare siano i cittadini a reddito fisso, pubblici dipendenti e

pensionati che dopo aver subito il blocco dei contratti dovranno fare i conti con l’aumento

dell’IVA e quindi del costo della vita, con un giro di vite che riguarderà il sistema

pensionistico e assistenziale, la diminuzione dei finanziamenti agli enti locali, alle politiche

sociali, la riduzione degli organici con conseguenze negative sulla funzionalità e sulla

qualità dei servizi pubblici.

La manovra, considerata depressiva da autorevoli osservatori, non introducendo alcuna

riforma di tipo strutturale, non puntando su misure di sostegno alla crescita, non ci mette

al riparo da ulteriori momenti di crisi e da ulteriori misure correttive.

Essa non prevede un’efficace azione di contrasto all’evasione fiscale, il taglio immediato

dei costi della politica, politiche di sviluppo, di sgravi fiscali, di investimento che riguardino

il mercato del lavoro e dell’impresa, l’occupazione giovanile e femminile, il settore della

ricerca.

Come Sindacato Professionale degli Assistenti Sociali esprimiamo anche preoccupazione

anche per la parte della manovra che prevede la delega al Governo per la riforma

assistenziale e fiscale che prevede un recupero tra i 20 e i 40 miliardi di euro in tre anni.

Sarebbe inammissibile la scelta di ritornare ad un welfare di tipo residuale, fondato su un

mero assistenzialismo, che rischia di mettere in discussione, il concetto di integrazione,

quello di livello essenziale delle prestazioni, i diritti sociali e di cittadinanza acquisiti.

In momenti difficili come l’attuale, è invece indispensabile pensare ad un potenziamento

del sistema

 

dei servizi sociali, pur fondato su processi di ridefinizione, ma capace d

sostenere quei soggetti che più avvertono gli effetti della crisi, che fanno più fatica ad

affrontare le situazioni di difficoltà:minori e

 

anziani che vivono particolari condizioni di

disagio, persone con disabilità e non autosufficienti.

La razionalizzazione non deve coincidere esclusivamente con la riduzione della

 

spesa

sociale, la revisione di molti supporti economici (invalidità, reversibilità, indennità di

accompagnamento), il taglio di molti servizi sociali; essa

deve piuttosto attuarsi come

processo di riorganizzazione, innovazione, come reale lotta agli sprechi .

Il SUNAS conferma lo stato di agitazione, sostiene l’iniziativa di protesta dell’ANCI e dei

Comuni, si impegna a promuovere un’azione unitaria con le altre rappresentanze della

professione, dell’associazionismo e del mondo sindacale, al fine di ottenere sostanziali

modifiche di scelte politiche che giudichiamo inique ed inefficaci, ma soprattutto per

affermare la necessità non solo di continuare a garantire ai cittadini un sistema di servizi

efficace ed efficiente, ma di renderlo migliore e più vicino ai bisogni delle persone,

assicurando nel contempo adeguati livelli di coesione sociale, indispensabili per superare

difficili congiunture come quella che sta attraversando il Paese.

La Segreteria Nazionale SUNAS

 

 

 

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